Luisa Malaspina – L’artista

LUISA MALASPINA

Il colore come linguaggio, la pittura come esperienza

Luisa Malaspina è un’artista e professionista che ha costruito il proprio percorso attraverso linguaggi differenti, dalla musica alla voce, dalle discipline legate alla consapevolezza fino alla pittura.

La sua ricerca artistica non nasce quindi all’interno di un unico linguaggio.

Nasce dall’incontro tra esperienze.

Ed è proprio questo elemento a caratterizzare il suo lavoro: la volontà di trasformare la creatività in uno strumento di conoscenza, relazione e comunicazione.


Dalla musica alla pittura

Il percorso di Luisa Malaspina

Il percorso di Luisa Malaspina ha approfondito discipline e pratiche orientate alla consapevolezza corporea e personale, tra cui psicofonia, Nada Yoga, meditazione e rebirthing.

Questa esperienza ha contribuito a costruire una sensibilità nella quale corpo ed emozione sono profondamente collegati.

La pittura arriva come un ulteriore linguaggio.

Il colore diventa il luogo nel quale molte di queste esperienze possono convergere.


Il colore

Per Luisa Malaspina il colore non è semplicemente una componente dell’immagine.

È materia, emozione, ritmo.

È una forma di comunicazione che non necessita necessariamente di parole.

Da qui nasce una pittura fortemente legata alla dimensione emotiva e alla libertà interpretativa.

L’opera non deve imporre necessariamente un significato.

Può suggerire.

Può evocare.

Può lasciare allo spettatore la libertà di costruire il proprio rapporto con ciò che vede.

Questa concezione diventa particolarmente evidente nelle sue esperienze di pittura dal vivo.


La pittura come relazione

Una delle caratteristiche più riconoscibili della ricerca di Malaspina è l’interesse per la pittura performativa.

Realizzare un’opera davanti al pubblico significa rinunciare, almeno in parte, alla distanza protettiva dello studio.

La tela nasce sotto gli occhi delle persone.

Il gesto pittorico diventa immediato.

Lo spazio, la musica, le parole, le emozioni del momento e la presenza del pubblico possono entrare nel processo creativo.

L’artista non presenta semplicemente un risultato.

Condivide il processo.

È questa la logica alla base delle sue estemporanee e delle collaborazioni nelle quali la pittura dialoga con musica, letteratura e teatro.


AGAPÀO

Nel dicembre 2018 Luisa Malaspina fonda AGAPÀO a Reggio Calabria.

Il progetto nasce dall’esigenza di mettere in relazione le diverse esperienze maturate nel suo percorso e di creare uno spazio dedicato all’incontro tra arte, cultura, benessere e persona.

AGAPÀO diventa nel tempo uno spazio culturale e artistico, ma anche un luogo nel quale sviluppare laboratori, collaborazioni, iniziative sociali e percorsi legati alla ricerca personale.

Per Malaspina l’arte non è separata dalla vita.

È uno degli strumenti attraverso i quali la vita può essere osservata, interpretata e condivisa.


L’arte oltre il limite

Una parte significativa della ricerca di Malaspina riguarda il rapporto tra arte, fragilità e inclusione.

La collaborazione con artisti e associazioni le ha permesso di confrontarsi con differenti modi di percepire e praticare l’arte.

Tra le esperienze più significative vi è il rapporto con l’artista reggino Daniele Chiovaro, la cui pratica pittorica dimostra come il gesto creativo possa superare i limiti imposti dalla condizione fisica.

Al centro non c’è la disabilità.

Al centro c’è la possibilità di esprimersi.

Questa prospettiva accompagna anche le esperienze nelle quali Malaspina lavora sul rapporto tra pittura e percezione sensoriale.


Arte e benessere

La ricerca artistica di Luisa Malaspina rimane strettamente collegata alla dimensione del benessere.

Attraverso AGAPÀO vengono sviluppate attività legate alla meditazione, alla riflessologia, alla medicina tradizionale cinese e all’arteterapia.

L’obiettivo non è attribuire all’arte una funzione terapeutica in senso clinico.

È piuttosto riconoscere alla creatività un possibile ruolo nell’esperienza personale.

Creare significa ascoltarsi.

E, talvolta, ascoltarsi significa trovare una forma per ciò che non riesce ancora a essere detto.


Arte e territorio

Nel corso degli anni Luisa Malaspina ha collaborato con numerose realtà culturali e associative di Reggio Calabria.

Balenando in Burrasca, Festival Miti Contemporanei, Associazione Grace, Ecolandia, Arcigay Reggio Calabria e altre realtà hanno rappresentato occasioni nelle quali la sua pittura è entrata in dialogo con temi sociali, culturali e ambientali.

Queste esperienze hanno progressivamente ampliato il significato della sua ricerca.

La pittura non rimane confinata allo studio.

Esce nello spazio pubblico.

Diventa laboratorio.

Performance.

Partecipazione.

Testimonianza.


La pittura come incontro

Il percorso di Luisa Malaspina può essere letto come una continua ricerca di connessioni.

Tra colore ed emozione.

Tra arte e persona.

Tra artista e spettatore.

Tra pittura e musica.

Tra cultura e territorio.

È una ricerca che non considera l’opera come un punto di arrivo, ma come un possibile punto di partenza.

Per questo la sua attività comprende tanto la pittura da studio quanto le estemporanee, i laboratori e le collaborazioni multidisciplinari.

Ogni contesto può diventare occasione di creazione.


Una ricerca in evoluzione

La pittura di Luisa Malaspina continua a evolversi.

Il colore rimane il centro della sua ricerca, ma il modo di utilizzarlo cambia insieme alle esperienze, agli incontri e ai luoghi.

Dalla tela privata alla performance pubblica.

Dalla galleria al festival.

Dal laboratorio all’estemporanea.

Il percorso rimane aperto.

Perché, nella sua ricerca, **l’opera non è soltanto ciò che rimane sulla tela.

È anche ciò che accade mentre quella tela prende forma.